Sala espositiva
Vviberat & Rachilt – Prime tracce
Mostra annuale nella sala espositiva dell’Archivio abbaziale di San Gallo
dal 27 febbraio 2026 al 23 febbraio 2027
Fin dall'Alto Medioevo le donne svolgono un ruolo importante nella vita religiosa. Recluse come Wiberat (in latino Wiborada, † 926) e Rachilt († 946) di San Gallo vivevano in celle isolate ed erano riconosciute e venerate come autorità spirituali.
Oltre a queste forme di devozione individuale, nacquero anche stili di vita comunitari in cui le donne organizzavano la loro quotidianità in modo religioso. Da questi si svilupparono spesso fiorenti conventi femminili, che nella Svizzera orientale erano in stretto rapporto con il principato abbaziale di San Gallo.
Orari d'apertura
dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 17
(da luglio a settembre: dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 18)
20 aprile, 9-23 novembre e 24-25 dicembre 2026 chiuso
Prezzi d'ingresso
CHF 18 | 16 | 12 | 10
Audioguida per l'abbazia e la città
D | E | F | I CHF 5
Planimetria del monastero di San Gallo, anno 825 circa (biblioteca abbaziale di San Gallo, Cod. Sang. 1092)
Il miracolo della trasmissione – La pianta carolingia di San Gallo e l’Europa nell'Alto Medioevo
Mostra permanente nella sala espositiva
L’esposizione Il miracolo della trasmissione – La pianta carolingia di San Gallo e l’Europa nell'Alto Medioevo si
concentra sull’eccezionale quantità di documenti altomedievali
conservatisi a San Gallo. L’enfasi è posta sui documenti giuridici
custoditi nell’Archivio abbaziale di San Gallo; tra essi anche due Libri confraternitatum
e l’unico registro dei professi pervenutoci di epoca carolingia.
Esposizioni temporanee di documenti selezionati per tema ci aiutano a
capire l’universo altomedievale.
Uno spazio apposito presenta la celebre pianta carolingia di San Gallo, uno dei maggiori tesori della Biblioteca abbaziale, considerato il più significativo documento di disegno architettonico pervenutoci dal Medioevo. Dopo un'introduzione audiovisiva è possibile ammirare brevemente l'originale. Per ragioni di conservazione il prezioso documento deve essere protetto dall’esposizione alla luce troppo intensa.